Il platipo…

Si può essere, senza essere troppo definiti.

Il platipo, conosciuto normalmente come ‘ornitorinco’ è un animaletto australiano molto interessante: è semi-acquatico ed è un ottimo nuotatore, ma quando nuota tiene gli occhi chiusi e si fa guidare da altri sensi;  è un mammifero ma depone uova (rappresenta una delle cinque specie dei monotermi) ed ha il muso duro che ricorda un becco d’oca.

Il maschio ha le zampe posteriori – che sono palmate – dotate di sperone collegato a ghiandole crurali che usa per iniettare veleno, che usa come arma da difesa.
Il platipo/ornitorinco è l’unico rappresentante della sua famiglia e del suo genere!

Questo animaletto, così unico, un po’ fossile e un po’ anomalia, un po’ bizzarro e un po’ letale, un po’ mammifero e un po’ uccello, un po’ acquatico e un po’ sognatore… mi ricorda me.
Mi ricorda me perché io credo di essere tante cose e tanto diverse fra loro, perché riconosco in me molte nature, perché ho vissuto tante vite ed ognuna è stata importante, perché ho seguito tante strade ed ognuna mi arricchito e …definito.
Per tanto tempo ho cercato di definirmi con una parola, con una professione, con un ‘pacchetto’ pronto all’uso. Ho provato a prendere una decisione su cosa voler fare da grande. Ho sofferto perché pensavo che non trovare la parola che mi definisce, significasse non essere capace di scegliere. E non essere capaci di scegliere significa non saper diventare adulti, responsabili, non avere un’identità.
Finché ho capito che potevo essere proprio come il platipo: tante cose diverse, tante nature, tante caratteristiche apparentemente inconciliabili, tante strade che convergevano in una sola: la mia strada.

Unica nella mia famiglia e nel mio genere.
Proprio come il platipo.