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Covid

Fa paura…ma

Oggi è entrato in vigore il nuovo (l’ennesimo) Dcpm. Come tutti gli ultimi, approvato nella notte e, dalla sera alla mattina, le persone trovano che un altro pezzo del loro mondo è cambiato.

Sono sinceramente stanca di opinioni in merito e voglio informarmi bene su cosa fa (o non fa) questo Covid. Così vado a scaricarmi il bollettino più aggiornato dell’Istituto Superiore di Sanità: trovo quello del 13 ottobre 2020.

Comincio a leggere schemi, tabelle e statistiche e poi arrivo a pagina 22 (l’intero documento è fatto di 27 pagine) e trovo quanto segue:

“Al 20 ottobre 2020, risultano guariti 234.466 casi. Escludendo dal totale dei casi segnalati i casi guariti, quelli deceduti 36.641) e 61 casi persi al follow-up, l’informazione sulla gravità clinica dei pazienti affetti da COVID-19 è disponibile per 120.249/148.591 casi confermati (80,9%) riportati al sistema di sorveglianza.

Tra questi, 70.443 (58,6%) risultano asintomatici, 17.105 (14,2%) sono pauci-sintomatici, 23.895 (19,9%) hanno sintomi lievi, 7.907 (6,6%) hanno sintomi severi e 899 (0,7%) presentano un quadro clinico critico.

Cosa vorrà dire “pauci-sintomatici”? Cerco la definizione e il Garzanti riporta: ” Paucisintomatico: che presenta scarsi sintomi: malattia paucisintomatica; paziente paucisintomatico“. Pur continuando a restarmi oscura la ragione per cui si vada a differenziari fra chi è “pauci-sintomatico” e coloro che “hanno sintomi lievi”, vado a sommare i dati: 58,6% senza sintomi (ma se non hai sintomi… sei sano o sei malato??); 14,2% pauci-sintomatico; 19,9% sintomi lievi. Ciò significa (ed è matematica, non opinione) che il 92,7% (!!!!) positivi al Covid 19 non ha sintomi severi e che solo lo 0,7% presenta un quadro clinico critico.

Se consideriamo che 7907 casi hanno sintomi severi e 899 presentano un quadro clinico critico, vuol dire che 8806 italiani su 60.244.639 sono in condizioni rischiose a causa del Covid 19, ovverosia lo 0,014% della popolazione corre seri rischi.
Io credo che la vita di una persona sia sacra, pertanto la vita degli 8806 italiani che rischiano… è 8806 volte sacra.

Ma… perché se i dati sono questi dobbiamo tutti mettere in atto ciò che i vari DCPM implicano e non trovare delle soluzioni atte a proteggere lo 0,014 della popolazione, evitando di mandare all’aria l’economia, uccidere attività commerciali, strozzare chi non ha un lavoro dipendente, mettere a rischio chi un lavoro ancora ce l’ha? Sopratutto, perché dobbiamo creare generazioni di asociali, far crollare psicologicamente chi è più fragile, far morire di solitudine i nostri anziani, creare comportamenti insani e dannosi per la salute (basta sport, ad esempio)?
Non ho ancora trovato una risposta (nemmeno nelle teorie complottiste).
Però ciò che mi spaventa è la totale incapacità di usare il pensiero critico che la maggioranza ha sviluppato: moltissimi credono che ‘comportandosi bene’ non verranno colpiti dal virus e se il virus c’è è colpa di chi ‘si comporta male’…
La sola spiegazione che riesco a darmi è che la paura sia così grande, da non rendere capaci di leggere e capire i dati…. quelli veri.
Così la paura, come nei secoli bui della storia, guida i comportamenti della maggioranza e serve a coprire scelte politiche discutibili e poco chiare, poco utili, poco favorevoli alle persone, ma molto proficue ad una economia fatta di speculazioni e raggiri.

Questo a me fa più paura del Covid 19.