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28 dicembre: il cinema

Dai F.lli Lumiere a Filoteo Alberini: una paternità negata per colpa della burocrazia italiana.

Il 28 dicembre del 1895 Louise e Auguste Lumiere inaugurano il primo cinematografo della storia. Negli scantinati del Grand Cafè di Parigi vengono proiettati 10 filmati da un minuto ciascuno, che raccontano scene di vita quotidiana, riprese da un’unica inquadratura fissa, grazie ad un apparecchio brevettato dai F.lli Lumiere, per l’appunto il cinématographe.
Il costo del biglietto d’ingresso è di 1 franco!

Louise e Auguste Lumiere

Il cinema rivoluzionerà la storia del XX secolo grazie alla possibilità di riprodurre velocità e movimento, verrà così classificato come la ‘settimana arte’.

Ma, sebbene la storia dei Fratelli Lumiere sia la più conosciuta, il vero pioniere del cinema è italiano: Filoteo Alberini infatti, nel 1894 traendo spunto dall’invenzione del kinetoscopio (una macchina dotata di manovella che azionata permetteva di vedere tramite una lente i movimenti di alcuni fotogrammi posti su una pellicola) di Edison, Filoteo inventa e brevetta il kinetografo, un apparecchio per la ripresa e la proiezione. Purtroppo, per un intoppo burocratico (siamo in Italia, d’altronde…) , il Ministero dell’Industria e Commercio rilascerà il brevetto (n° 245032) un anno dopo la richiesta di Alberini, precisamente nel dicembre 1895, tre giorni dopo il famoso 28 dicembre, in cui i Lumière proiettano per la prima volta L’uscita dalle officine Lumière.

Filoteo Alberini

Così Alberini si ‘accontenterà’ di essere il primo ad aprire una sala cinematografica in Italia. Nel 1905 fondò, infatti, lo “Stabilimento italiano di manifattura cinematografica Alberini e Santoni” (dal 1906 “Cines”) a Roma, con un teatro di posa, dirigendo il primo film spettacolare italiano: La presa di Roma (1905).

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